She doesn’t like Mondays

C’è chi, semplicemente, si lamenta dei lunedì.
Altri, invece, dimostrano la loro contrarietà in modi più irruenti.
Brenda Ann Spencer è una di questi ultimi. E la sua irruenza (per usare un eufemismo) è stata addirittura decantata dal più celebre brano dei Boomtown Rats, il gruppo punk rock irlandese capitanato da sir Bob Geldof.

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La cover dell’lp dei Boomtown Rats, ‘I don’t like Mondays’, uscito nel luglio del 1979.

Questa canzone, per quanto orecchiabile e allegra possa sembrare, prende spunto da un terribile fatto di cronaca, il primo addirittura ad essere annoverato fra le stragi scolastiche così tristemente note negli Stati Uniti. Ed è infatti qui che prende vita la nostra cultstory noir: siamo a San Diego, California, anno di grazia 1979. E’ una fredda mattina di fine gennaio, ed una sedicenne come tante altre si sveglia senza la minima voglia di cominciare l’ennesima settimana a scuola.

Lei è Brenda Ann Spencer, adolescente sola ed emarginata, perché considerata strana dai suoi compagni, e di certo con una situazione familiare che non ammette repliche su questo cattivo e lapidario giudizio nei suoi confronti. Vive ai limiti della civiltà col padre Wallace, un uomo dedito all’alcool ed incapace di prendersi cura di sé stesso, figurarsi di qualcun altro. Alla passione per la fotografia, Brenda ne associa un’altra ben più controversa, quella per le armi; ed è a causa di un particolare episodio, durante il quale la giovane spara con una pistola ad aria compressa contro le finestre di una scuola elementare, che la sua fama di ‘stramba’ non tarda ad arrivare. Del resto, dopo questa vicenda, la commissione psichiatrica che la prende in esame in seguito all’arresto, la giudica instabile, profondamente depressa e con tendenze suicide.. diciamo un soggetto al quale certamente non regalare un’arma! Non la pensa così il padre, che, guarda caso, le dona proprio un fucile Ruger 10/22 semiautomatico calibro 22 con mirino telescopico di precisione, per Natale. La ragazza si sarebbe accontentata anche di una radio, ma a caval donato non si guarda in bocca, quindi perché non dimostrare fin da subito il proprio apprezzamento?

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Brenda Ann Spencer durante una delle sue rare apparizioni pubbliche.

L’occasione per mettere alla prova le sue capacità di cecchino non tarda ad arrivare. Il 29 gennaio 1979, forse uno dei lunedì più famosi della storia, Brenda si affaccia alla finestra che dà sulla scuola elementare del suo quartiere, e vede una scena per lei ormai consueta: dei bambini si apprestano ad entrare nell’edificio al suono della campanella. Questa volta però la ragazza impugna l’arma e mira contro questi indifesi bersagli, aprendo il fuoco per ben sei ore ed utilizzando almeno 30 caricatori. Ne rimangono uccise due persone: il direttore della scuola Burton Wragg e il portiere Mike Suchar, mentre cercavano di portare in salvo quanti più bambini possibile dalla pioggia di proiettili, e ferite almeno altre nove. Brenda si arrende dopo 7 ore dall’inizio della sparatoria, e durante la cattura non cerca nemmeno di giustificarsi, limitandosi ad affermare “Nothing’s happening today. I don’t like Mondays ” (“Oggi non succede niente. Non mi piacciono i lunedì “).

L’efferatezza del crimine e soprattutto la totale noncuranza della giovane colpiscono profondamente l’opinione pubblica, ed in particolare il cantante Bob Geldof, in cerca di una hit che faccia conoscere al mondo i suoi Boomtown Rats. L’assurda dichiarazione della Spencer diventa perciò il titolo della canzone che effettivamente consacra la rock band al successo internazionale, rimanendo ad oggi il pezzo più famoso. Ed anche il fallimentare tentativo dei genitori di Brenda di proibire la diffusione di ‘I don’t like Mondays‘ nelle stazioni radiofoniche americane non fa che alimentare la sua notorietà, entrando nei walkman degli adolescenti di tutto il mondo, uniti forse dal comune odio per i lunedì.

Attualmente Brenda Ann Spencer sta scontando l’ergastolo nel penitenziario del California Institution for Women di Chino, in California.

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